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Beretta: “Azzerare slot machine e vlt nei bar e nei tabacchi”

09 Giugno 2016, 11:53 | Agostino Fabbiani

Beretta: “Azzerare slot machine e vlt nei bar e nei tabacchi”

Beretta: “Azzerare slot machine e vlt nei bar e nei tabacchi”

In un momento in cui sta emergendo la singolare idea, in virtù della quale il problema relativo al gioco in Italia si risolverebbe togliendo le new slot regolamentare da bar e tabacchi, è doveroso evidenziare l’erroneità di detta impostazione”.

Sono queste le parole di Fabio Biondo, membro del Comitato di Presidenza AS.TRO, in risposta alle dichiarazioni del sottosegretario all’economia con delega ai giochi Pierpaolo Baretta, che al Repldee di Roma ha illustrato gli interventi d’azione sul territorio italiano relativi alle slot.

 “Una riduzione drastica delle slot nei bar e nei tabacchi. Abbiamo già ridotto le macchinette del 30%, il 70% rimanente deve vedere una drastica riduzione. Io arriverei all’azzeramento delle macchinette nei bar e nei tabacchi concentrandole nei cosiddetti 'mini casinò', sale molto controllate dove siamo certi che il minore non può entrare”, ha dichiarato Beretto.

Secondo Biondo è importante sottolineare come attualmente “esistono due reti distributive del gioco lecito tramite apparecchi (quella generalista di bar e tabacchi, e quella dedicata delle sale), in quanto, nel 2009, sono state introdotte le VLT, ovvero congegni che non potevano essere collocati nei bar per via dei loro parametri di gioco (vincita massima per partita 5000 euro, jackpot fino a 500mila euro, e puntate sino a 10 euro al colpo)”.

Prima di tale data chi voleva giocare ad una slot regolamentata AAMS doveva soggiacere a specifiche “regole di ingaggio” valevoli per tutti, e ovunque: dal fruitore del bar per un caffè, fino al frequentatore “stazionario” del bar o della sala giochi: la “livella sociale” imponeva a tutti i giocatori di sfidare la sorte con un euro alla volta (al massimo), prospettandosi la sola gratificazione economica dei 100 euro previsti come massima vincita erogabile. Non contava “la posizione sociale”, e neppure “la propensione al gioco”: ogni partita, da chiunque effettuata, costituiva sempre e solo un “COIN IN in avanti” nel contatore del ciclo chiuso dell’apparecchio.

Questo modello rappresenta per Biondo un guadagno per tutti,  per il produttore che costruisce e vende gli apparecchi, per il gestore che lo acquista e lo installa nel bar o nella sala giochi, per il punto vendita (bar-tabacchi-sala giochi), per il concessionario di Stato che gestisce da remoto i flussi contabili di gioco, per l’Erario tramite il Preu, per l’ordine pubblico che vede - dal 2004 al 2009 - la scomparsa degli 800mila videopoker clandestini censiti ancora operativi nel 2003 dalla G.d.F., per la 'salute pubblica', che non annovera alcuna epidemiologia connessa al Gap, per il commercio di prossimità, che grazie all’integrazione reddituale delle newslot non chiude l’attività nonostante la contrazione dei consumi. In parole povere, si consolida un settore composto da 140mila addetti e con più di 120mila esercizi, come ricorda Gaming Report, che ne costituiscono l’indotto, cui si abbina la emersione erariale di ciò che dal 1995 e sino al 2003 esisteva solo nel sommerso funzionamento dei videopoker.

Biondo critica aspramente il sottosegretario Baretta, in quanto le soluzioni proposte dal governo potrebbero indurre ad una professionalizzazione del giocatore, in altre parole spiega Biondo “è come entrare in una sala dedicata dove si fa solo gioco, dove il gioco non è passatempo generico (in un locale generalista), ma ossessione di vincere una somma risolutiva (delle perdite o della vita intera), e dove il modello industriale  prevede una re-distribuzione dei redditi limitata a Concessionario ed Erario”.

Amici, Anna Oxa: "Tutti sapranno la verità"
Nel momento in cui toccherete uno di noi salterà fuori tutto quanto e vi assicuro che non potrete fermarmi. Amici: esperienza da dimenticare per Anna? "Un abbraccio Anna Oxa".

 

L’imprenditore spiega che imporre la solo frequentazione dei mini-casinò non sia un sistema adatto per diffondere nella popolazione uno stile di gioco responsabile, per contrastare l’infiltrazione della malavita organizzato, oltre a rappresentare un danno sia per l’industria Giochi (indotto occupazionale) sia per l’Erario (speciale e ordinario). 



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