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Poste: clonavano libretti di risparmio, 7 arresti

14 Settembre 2016, 07:57 | Amalia D'elia

Polizia postale al lavoro

Polizia postale

Una volta individuati gli obiettivi, veniva creato "un documento di identità contraffatto con le generalità della vittima, ma con la fotografia del complice che poi si sarebbe effettivamente recato a compiere le operazioni". È la maxifrode da 500.000 mila euro scoperta dalla Polizia Postale di Bologna e Roma, in un'indagine coordinata dalla Procura bolognese che ha portato nelle prime ore di mercoledì all'esecuzione di sette misure di custodia cautelare (tre in carcere e quattro ai domiciliari) emesse dal Gip di Bologna per i reati di frode informatica, riciclaggio, e falso documentale. Le indagini sono iniziate nel settembre 2014 a partire dall'arresto di un incensurato 50enne bolognese, accusato di riciclare denaro sottratto a persone titolari di libretti e conti correnti.

Gli arrestati sono tutti italiani ritenuti appartenenti a un'organizzazione criminale, che operava tra le regioni di Emilia Romagna e Lazio: avevano messo in piedi un sistema per frodare i clienti di Poste Italiane e riciclare le somme di denaro sottratto. La ricostruzione dei movimenti finanziari dell'indagato ha consentito agli investigatori di fare luce su un complesso sistema di frodi ai danni di correntisti di Poste Italiane.

L'organizzazione criminale era formata da un uomo che aveva il compito di reclutare i funzionari complici e da due pregiudicati che eseguivano materialmente la frode.

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Anche loro sono stati colpiti da un'ordinanza di custodia cautelare per il "grave pericolo di inquinamento probatorio". A muoversi sono state polizia di stato , coordinamento antiterrorismo e DIGOS .

Ai fini dell'inchiesta si è rivelato fonamentale il ruolo di dell'ufficio Fraud Management di Poste, grazie al quale è stato possibile passare ai raggi X l'intera movimentazione di denaro e acquisire prove inequivocabili in merito al coinvolgimento dei due dipendenti infedeli che lavoravano negli uffici di Formigine (Modena) e Fontenuova (Roma) e dei rispettivi collaboratori. Questi sfruttando la complicità di due consulenti finanziari di Uffici Postali, provvedevano a monetizzare le somme illecitamente sottratte attraverso una rete di complici sul territorio. Il danno più rilevante registrato nel corso delle indagini equivale a 500mila euro ai danni di un correntista dellufficio postale di Formigine in provincia di Modena, al quale, nellagosto 2014, era stato sottratto lintero patrimonio familiare depositato sul suo libretto postale.

Poste Italiane, nel corso delle verifiche ed in via cautelare, ha provveduto alla immediata rimozione dall'incarico di una gran parte del personale: almeno 5 dipendenti della filiale modenese.



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