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Ragazza violentata in Calabria: lo stupro giustificato a Melito

14 Settembre 2016, 10:05 | Amalia D'elia

Ragazza violentata in Calabria: lo stupro giustificato a Melito

Calabria tredicenne raccontò abusi ma la madre li nascose 8 arresti

Una ragazzina di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) per due anni, dai 13 ai 15 anni, è stata violentata da un gruppo di nove suoi compaesani. Magari mi rendevo attiva in casa aiutavo molto mia madre. E nonostante io non abbia fatto niente per proteggere anche loro, ero un po' arrabbiata perché loro comunque non si sono mai accorti... Quella parte di Calabria che, ancora, giustifica la violenza sulle donne, soffocata com'è dall'idea che i 'maschi' hanno tutti i diritti e le 'femmine' solo quello di fare figli, 'accontentare' e rispettare il marito e curare la famiglia? Lasciano sgomenti, in particolare, le dichiarazioni di alcuni cittadini del centro calabrese: "c'e' chi dice che la giovane se l'è cercata, altri che era una ragazza 'un po' movimentata'". Ma da quel momento nessuna denuncia poiché "i fatti avrebbero provocato un discredito della famiglia": "Forse saremmo dovuti andare ad abitare in un altro paese". Sono intervenuti anche i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Affari sociali: "Non sono bastati - hanno sostenuto - gli abusi, le violenze, l'umiliazione, una vita trasformata in orrore". Non devi dire niente! Le donne della Fidapa di Melito, artiste, professioniste, imprenditrici, preoccupate per il clima di violenza e intimidazione, pochi mesi fa hanno convocato le operatrici del Centro antiviolenza Roberta Lanzino di Cosenza per un corso di formazione, volendo aprire al più presto uno sportello di ascolto e sostegno alle donne. Lo sapeva la madre, ma ha taciuto. È tutto lì, scritto nero su bianco nell'ordinanza che ha portato all'arresto dei giovani stupratori.

La famiglia, gli insegnanti, un poliziotto: tutti sapevanoPoi è il turno di un'insegnante: "Dopo aver percepito da alcuni scritti e atteggiamenti della tredicenne un certo disagio ho parlato con la madre la quale mi ha opposto un netto rifiuto quando le ho chiesto se potessi comunicare la notizia all'intero consiglio di classe che avrebbe così potuto attivare i previsti percorsi di legge".

Oggi, il caso è saltato agli onori della cronaca, a seguito di una fiaccolata organizzata a Melito, a cui hanno partecipato poco più di 100 persone, perlopiù provenienti da altri paesi, a sostegno della causa di questa bambina. Il padre della vittima, intercettato alla fiaccolata, non si mostra sorpreso della reazione dei suoi concittadini: "Purtroppo mi aspettavo questo tipo di partecipazione", dice camminando con un piccolo lumino in mano. "Avranno il tempo e il modo di ripensare se questo è il modello che domani vorranno proporre ai propri figli".

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Mi viene in mente la storia della ragazzina di Montalto di Castro violentata dal branco e le parole del sindaco, oltre i fatti, Salvatore Carai, zio di uno dei violentatori che dichiarò: "Quei ragazzi ingiustamente accusati sono dei bravi ragazzi".

Il gruppo si è anche reso protagonista di una spedizione punitiva nei confronti di un giovane con il quale la ragazza aveva allacciato una normale relazione sentimentale allo scopo di allontanarlo e "riappropriarsi" della ragazza.



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