blognotizie.info 27 Mag 2017


Bersani a Renzi: fermati,prima il Paese

16 Febbraio 2017, 11:11 | Amalia D'elia

Altro capitolo è quello del partito. Da ultimo, sottolinea, Massimo D'Alema che, scrive, è l'autore dell'ultimatum "o congresso o scissione". Il partito si dunque è ricompattato? Che risultati sono stati ottenuti circa lavoro e disuguaglianze? Neanche posta a votazione l'ordine del giorno della minoranza, che avrebbe voluto una presa di posizione a supporto dell'attuale governo Gentiloni e tempi più lunghi del Congresso. "Che si vada ad un congresso - ha spiegato - è utile per fare chiarezza, inoltre sono convinta che il governo non debba coincidere con il destino del Partito Democratico perché un congresso non porta alle elezioni in primavera, anzi, forse le allontana in autunno o anche dall'autunno se siamo in fase di stabilità". Come gesto di buona volontà, ha anche rinunciato ad essere il reggente, come sembrava volesse fare. La scissione non conviene al Paese ma se Renzi costruisce le ragioni per espellere una parte consistente del partito è evidente che la convivenza è impossibile. Questo quanto deciso nel corso della direzione. Cosa ha funzionato, cosa no. Cosa dobbiamo fare meglio, oggi e domani. Perché è quella, secondo il complicatissimo statuto, la sede deputata per avviare il congresso. Ecco se il Pd diventa il PdR e ha come unico obiettivo essere il partito del centro del sistema, io ho difficoltà a restrarci. A livello tecnico esso consiste in varie votazioni interne, che iniziano nei singoli circoli e proseguono fino ad arrivare su scala nazionale. Renzi conclude che "il verbo del congresso e delle primarie non è "Andatevene!" ma "Venite!", portate idee, portate sogni, portate critiche".

Sarà l'assemblea nazionale a decidere. Oltre a Renzi, ci sono già altri candidati: il Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, l'ex capogruppo alla Camera del PD, nonché bersaniano, Roberto Speranza, il Governatore della Toscana Enrico Rossi.

"Qui mi sembra che si stia giocando con le parole".

Queste ultime, in base alle aspettative, dovrebbero tenersi alla fine di aprile e sarà in quel contesto che conosceremo il nome del nuovo segretario e candidato Premier del Partito Democratico.

Roma, paura Florenzi: tutti con lui
Mi era stato chiesto ma avevo detto che di italiano avevo il cognome e il passaporto, nulla di più. Nonostante lui sia forte sotto questo aspetto, visto che parlava della partita che ci aspettava.

Ma per ora non ci sono segnali di riavvicinamento della minoranza. Non decido io. Decide il Premier, i suoi ministri, la sua maggioranza parlamentare.

Possibilità questa che si fa sempre più concreta.

Questo è ciò che ci aspetta e che aspetta il PD nei prossimi mesi.



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