blognotizie.info 27 Mag 2017


L'acceleratore di Renzi, il freno di Bersani

17 Febbraio 2017, 04:14 | Amalia D'elia

Domenica l'assemblea, dopo che il segretario avrà annunciato le sue dimissioni, avvierà il percorso, convocando una nuova direzione per eleggere la commissione per il congresso: in quella sede si decideranno le date. Una volta dimesso, la guida del partito sarà temporaneamente (per due o tre mesi) nelle mani del presidente Matteo Orfini che traghetterà i democratici verso le primarie nell'ambito delle quali si eleggerà il nuovo segretario. Gianni Cuperlo che tenta di aprirsi un varco, senza prendere una posizione netta.

GLOBALIZZAZIONE - "La globalizzazione sta mettendo in crisi il ceto medio", ha detto l'ex premier.

L'ombra della scissione continua ad aleggiare sul Partito Democratico complice l'accelerazione del segretario Matteo Renzi sul congresso.

Ma la sensazione è che Renzi abbia già aggirato l'ostacolo alla direzione di lunedì. Ipotesi questa che vede d'accordo la minoranza dem con gli altri big del Partito che, da Orlando a Delrio, restano uniti nel difendere la necessità di un confronto "aperto e plurale" e che, come ha sottolineato il ministro Martina "lavori alla costruzione di un campo democratico prima di parlare di legge elettorale". Il rispetto delle regole comuni in questo passo d'avvio del congresso darà il tono a tutto ciò che seguirà poi. "Da Renzi non me l'aspetto, ma da quelli che stanno attorno a lui me l'aspetto", aggiunge l'ex segretario pd. Lo slogan è di quelli che l'ex premier sfodera sempre al momento giusto, da decisionista risoluto. Come al solito, le sue parole non coincidono con i fatti e le decisioni concrete.

Grillo, "Stampa killer su Di Maio, misura colma"
Dunque non veniva escluso che potessero esserci indagini a suo carico. "Evidentemente mi sbagliavo", scrive Marra alla sindaca. Il funzionario comunale è nervoso: parecchi esponenti del Movimento 5 Stelle , infatti, chiedono da giorni la sua testa.

Alle 22.30, nessun post su Facebook in merito al congresso da poco terminato da parte di diversi esponenti locali come Maino Marchi, Andrea Costa, Paolo Gandolfi, Ottavia Soncini, Roberta Mori, Silvia Prodi, Raffaele Leoni, Luca Vecchi, Massimo Gazza... Ha accennato con nonchalance al fatto che il tesseramento si chiude il 28 febbraio, cioè tra quindici giorni, e sembra non avere idea dello stato in cui è il partito sui territori. Ed è un ultimo appello prima che la spaccatura si consumi. "Il governo Gentiloni va sostenuto". Lo dice Pier Luigi Bersani, in transatlantico alla Camera all'indomani della direzione. "Ma io perché dovrei fargli questo favore?". "Non accetto un partito che lascia un punto interrogativo su quel che vuole fare". "Il governo potrebbe certamente aiutare". Ma non si minaccia una scissione per un congresso che pure si era proposto anticipato o per qualche mese in più o in meno di governo Gentiloni. Nella direzione del Pd trova spazio anche il caso-banche.

Non sarà uno sterile dibattito sulle accuse degli uni o degli altri a salvare il Partito Democratico, non saranno dei giochi di forza che infastidiscono e tolgono credibilità di fronte all'elettorato, privilegiando così l'antipolitica alla politica. Francamente l'impressione, agli occhi della gente, che la Sinistra PD sia incontentabile.

L'impressione è che un certa cultura, diciamo così, non renziana si sia ritrovata nell'operazione di frenare lo slancio del segretario. Sono punti di vista che, come dicono ormai anche Bersani e D'Alema, rimettono in discussione i paradigmi dei partiti socialisti e progressisti dagli ultimi 20 anni, abbattendo il blairismo o archiviandolo come adatto solo a una stagione di crescita e occupazione. E di un altro pezzo che, al contrario, imputa a Renzi di aver ammiccato all'antipolitica e al grillismo, durante la campagna referendaria quando invocava il taglio delle poltrone, e ora, con il tentativo di andare a votare il prima possibile, in sintonia con il Movimento 5 Stelle.



Altre Notizie