blognotizie.info 26 Febbraio 2017


La solita sceneggiata della scissione del PD

17 Febbraio 2017, 04:57 | Amalia D'elia

ROSSI: RENZI? UN BISCHERO CHE DA TEMPO NON NE INFILA UNA…

"Venite, partecipate", scrive l'ex premier nella sua E-news settimanale.

Il pallino dell'ex segretario è legato alla tenuta e 'protezione' del governo Gentiloni, la cui durata dipenderà chiaramente dalle strategie in casa Nazareno. "Mi auguro che nelle prossime ore ci sia un sussulto". Colpa anche dell'ingenuità dell'assessore Paolo Berdini che si è messo a straparlare della sindaca Raggi senza verificare le intenzioni dell'interlocutore che in realtà voleva fargli (o carpirgli) solo un'intervista.

Il giorno dopo la direzione del Pd durante la quale il segretario Matteo Renzi ha lanciato il congresso-lampo del partito da convocare prima delle elezioni politiche (data e modalità saranno decise dall'assemblea dem programmata per sabato prossimo), il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il primo a candidarsi alla segreteria Pd contro Renzi, ha scherzato sull'ex premier con i conduttori Giorgio Lauro e Geppi Cucciari della trasmissione di Radio 1 Un giorno da pecora.

C'è un sondaggio - di Nicola Piepoli e pubblicato su La Stampa - che "uccide" il Pd: la popolarità del partito, infatti, è in caduta libera.

Roma, per Florenzi la stagione finisce qui: nuova operazione
Sono due squadre titolate, bisognerà essere bravi subito domani sera e far vedere quali sono le nostre qualità. Dobbiamo giocare il nostro calcio assolutamente. "Loro sono forti sulle ripartenze, dobbiamo restare attenti".

Andrea Orlando ha proposto una modifica al percorso congressuale, chiedendo di lanciare una conferenza programmatica collocata tra le votazioni nei circoli e le primarie.

Una deriva questa che farebbe passare in secondo piano le idee storiche e programmatiche del partito, un pericoloso mutamento che secondo Bersani è stato il motivo delle recenti sconfitte di un Pd che non è più capace di parlare al popolo.

Per coloro che orbitano intorno al segretario non ci sarebbero dubbi, dunque. E anche se il grido "congresso o scissione" sembra un ricatto morale, accettiamo di nuovo il congresso dicendoci: ragazzi, dobbiamo essere responsabili", continua spiegando "che se uno ha idee diverse, ha il dovere di proporle. Come ho avuto modo di spiegare su Obiettivo Italia, l'appuntamento sarà verosimilmente ad aprile e poi molto probabilmente, si andrà al voto. Come chiarito da Pierluigi Bersani, al Partito Democratico serve una discussione politica vera, che non può avvenire in tempi brevi.

Se tutte queste alleanze dovessero andare in porto, ecco che Bersani quindi potrebbe tranquillamente arrivare anche al 10%. L'uomo chiave per fermare la scissione appare Dario Franceschini: il ministro della Cultura ha fatto un patto con Renzi che al momento non appare in grado di risolvere la crisi nel PD.



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