blognotizie.info 29 Mag 2017


Perché a Renzi piacerebbe sfidare Orlando

17 Febbraio 2017, 09:17 | Amalia D'elia

Perché a Renzi piacerebbe sfidare Orlando

Perché a Renzi piacerebbe sfidare Orlando

Parole che stridono però con il fatto che l'ala bersaniana non ha deciso se partecipare all'assemblea di domenica.

Il documento della maggioranza, quello che prevedeva l'avvio dell'iter congressuale, è passato con una maggioranza bulgara: 107 voti a favore, 12 contrari e 5 astenuti. Un modo per farlo esiste: sostenere il governo di Gentiloni verso poche cose.

"Oggi è il 15 febbraio". "Io credo - ha proseguito - che non ci sia niente di male nel fare un congresso". Come mi ha scritto stamani il mio amico Gennaro: è tempo di ricucire il futuro. Il congresso subirebbe questo timing: voto nei circoli sui candidati alla segreteria, con primarie per la leadership a fine aprile, il 23 o il 30.

Resterebbe il partito di Renzi, un agglomerato centrista con alcune frange di sinistra ma aperto anche a pezzi del ceto politico che arrivano dal centrodestra, vedi Alfano e Verdini. E perché mai? Perché Renzi ha una concezione proprietaria del partito? "Non ero d'accordo con Renzi e gliel'ho detto, che c'è di strano?"

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E la difesa? "Devo valutare, Chiellini e Barzagli stanno recuperando ed entro domenica sapremo se ci saranno col Porto . Sulla gara di domani , il mister bianconero ha risposto ad alcune domande sulla formazione .

Enrico Rossi, Michele Emiliano e Roberto Speranza saranno dunque al teatro Vittoria sabato a Roma, all'iniziativa già promossa da Rossi, "con l'obiettivo di costruire un'azione politica comune, per rivolgere un appello a tutti i nostri militanti e attivisti e per impedire una deriva dagli sviluppi irreparabili". In una dichiarazione congiunta diffusa a Firenze si afferma che l'esito della direzione "ha sancito la trasformazione del Partito Democratico nel Partito di Renzi, un partito personale e leaderistico che stravolge l'impianto identitario del Pd e il suo pluralismo". Solo che a finire investito dalla spericolata guida del redivivo fiorentino rischia di essere il Pd. E uno dei parlamentari più vicini a Matteo Renzi conferma: "Fare il congresso a fine giugno, inizio luglio?" Se vincono, sarò in prima linea a sostenerli. "Il Pd non può smarrire la sua natura di partito del centrosinistra, che trova le sue ragioni fondative nel principio dell'uguaglianza e nei valori della Costituzione".

Perché per quanto il Segretario Renzi non sia più il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Partito Democratico è ancora presente nelle aule di un Parlamento democraticamente eletto. E io credo che al partito serva non un candidato in più, ma non prendere la strada sbagliata. Il Pd, per D'Alema, è già archiviato: "I partiti sono diventati tutti delle macchine elettorali asfittiche". Con la proposta della conferenza programmatica si è messo in posizione di dialogo con tutta la sinistra. "Ora la cosa più importante è evitare ulteriori fratture e lacerazioni".

Il maggiore partito italiano, il Partito Democratico ha scelto. I renziani a occhio sono ancora l'area maggioritaria, ma la componente che fa capo allo stesso Massimiliano Dindalini e all'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, a sua volta non lontano da Rossi, ha una sua forza. Ma se è pronto a candidarsi per le prossime elezioni ha veramente perso? "Io non ho nessuna particolare propensione a mettermi in competizione, prima dovremmo lavorare sulla cooperazione", ha aggiunto. "Noi diamo i numeri", continua Bersani. Orlando risponde interpellato sulla riunione prevista alla Camera dei Giovani Turchi. Qualcuno può dire che è migliorato? A partire da Andrea Orlando, con il quale Renzi si è intrattenuto ieri al Nazareno.



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