blognotizie.info 26 Febbraio 2017


Renzi annuncia incontro a Torino in vista del congresso

17 Febbraio 2017, 09:56 | Amalia D'elia

Il presidente del Pd Matteo Orfini

Il presidente del Pd Matteo Orfini

"Speriamo sia nel Pd ".

Alla luce di ciò, diventa importante conoscere quando c'è il congresso PD, ma anche cos'è e cosa aspettarsi da questo. Matteo Renzi ha messo subito in chiaro che con l'anticipazione del congresso, verrà meno la possibilità di votare anticipatamente a giugno: sia renziani che franceschiniani hanno concordato di completare il congresso entro aprile, "tempi normali", hanno fatto subito sapere dal vertice Pd. Così Matteo Renzi, tramite la sua Enews, convoca i suoi e spiega: "Il verbo del congresso e delle primarie non è 'andatevene!' ma 'venite!', portate idee, portate sogni, portate critiche". Ci sono ancora le petizioni che girano su Internet.

Una parte della minoranza non parteciperà domenica all'assemblea nazionale convocata per indire il congresso. Anche se il tornante delle prossime elezioni presidenziali francesi potrebbe consigliare prudenza.

"Per Renzi, dunque, il Pd può ancora essere salvato". "Abbiamo chiesto - dicono a proposito dell'ultima Direzione - un impegno preciso: il sostegno al governo sino alla sua scadenza naturale, un congresso senza forzature e preceduto da una conferenza programmatica nella quale ritrovare l'unità, ma siamo stati inascoltati".

Matteo Renzi a sorpresa all'assemblea del Pd a Milano
L'incontro nelle intenzioni di Renzi dovrebbe servire per ricompattare il partito cominciando dalle federazioni . Spero si sia sbagliato. "Non c'è questa ansia di chi deve fare il leader".

"C'è chi parla di scissione, di scomposizione, in realtà è il suo contrario, bisogna vedere se è possibile avviare un processo costituente, partendo dalla constatazione oggettiva che gli strumenti in campo non sono utili a questo". Sarebbe un fattore destabilizzante: il voto prima dell'autunno più probabile; il governo con il Pd diviso in due gruppi parlamentari dovrebbe affrontare una nuova fiducia. In ogni caso sabato a Roma lancerò la mia candidatura alla segreteria e il manifesto politico "Per cambiare l'Italia, la sinistra, il Partito democratico". Sull'ipotesi di una candidatura di Orlando: "Cederei il posto a chiunque abbia più chance di me". Ciò in contrasto con l'opzione veltronian-renziana che guarda invece al partito maggioritario (della nazione), ispirato da un approccio meno dogmatico e più trasversale nei confronti delle questioni del terzo millennio e dei populismi dilaganti.

"L'epiteto che mi dicono più spesso quando mi contestano è ' bischero ', ma un Presidente della Toscana bischero non può essere, durerebbe troppo poco: se ti considerano così, meglio smettere presto". Se Renzi accetta, bene.

Se Renzi vuole evitare la scissione all'Assemblea di domenica "deve dire che ci dà il tempo per costruire le tolleranze che ci consentono di stare insieme".



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