blognotizie.info 29 Mag 2017


Pd, Renzi convoca a Firenze i "leoni da tastiera"

17 Febbraio 2017, 11:29 | Amalia D'elia

La direzione "ha sancito la trasformazione del Partito Democratico nel Partito di Renzi, un partito personale e leaderistico che stravolge l'impianto identitario del Pd e il suo pluralismo", accusano Roberto Speranza, Michele Emiliano ed Enrico Rossi che si danno appuntamento sabato al Teatro Vittoria, per "costruire un'azione politica comune". Due settimane fa erano in tv per promuovere la raccolta di firme per chiedere il congresso e adesso chiedono di rinviare il congresso? "Il verbo del congresso e delle primarie non è 'Andatevene!' ma 'Venite!' - scrive nella sua e-news settimanale - Mi domando come sia possibile fare una scissione sulla data di convocazione del congresso e non sulle idee". Il Presidente della Fondazione Italianieuropei critica le accelerazioni di quanti vogliono le elezioni anticipate: "C'è un vuoto di senso di responsabilità nazionale, del futuro del Paese, mentre sembriamo avviarci verso una delle più improvvisate campagne elettorali, alle quali ciascuno va senza un progetto, salvo affidarsi a belle alchimie". I tempi? "Quelli dello statuto, quelli con cui si è fatto l'ultima volta". Ci è riuscito con Prodi, Veltroni, Fassino. "E la comunità nazionale non può ridursi a una massa di individui arrabbiati, che inevitabilmente trova solo nel capo la sua sintesi".

Una sinistra antagonista in Italia c'è già (come esiste da sempre in Francia dove ha un'impostazione addirittura trotzkysta), se a essa si aggiunge l'apporto di Massimo D'Alema non cambia un granché, anche perché quel fronte è già spaccato, per effetto dell'iniziativa filorenziana di Giuliano Pisapia, che ha già attirato una parte assai consistente dei parlamentari eletti nelle liste di estrema sinistra. Abbiamo 600 mila posti di lavori in più, certificati. Tante volte siamo stati accusati di essere autoreferenziali. Se domenica all'assemblea del Pd "si continua sulla stessa falsariga della direzione, lunedì siamo già fuori" annunciano i 3. "Il Pd non è un partito personale".

Grillo, "Stampa killer su Di Maio, misura colma"
Dunque non veniva escluso che potessero esserci indagini a suo carico. "Evidentemente mi sbagliavo", scrive Marra alla sindaca. Il funzionario comunale è nervoso: parecchi esponenti del Movimento 5 Stelle , infatti, chiedono da giorni la sua testa.

È tempo di manovre più o meno grandi e più o meno sotterranee all'interno del Pd, dopo la decisione di indire un Congresso per scegliere la nuova leadership in vista delle prossime politiche. Il confronto. La democrazia interna.

Da giorni si ripete il tira e molla della minoranza interna su uno scontro che i più faticano a capire. Dice Bersani (che la terza via, una globalizzazione governata da sinistra, l'ha applicata e predicata per anni, e non lo rinnega) che ora la fase economica è cambiata e bisognerebbe adeguare le risposte, con più protezione.



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