blognotizie.info 22 Mag 2017


Locri, scritta sul Vescovado: "Più lavoro meno sbirri"

20 Marzo 2017, 05:57 | Alberto Lambruschi

Lotta alla mafia, tutti "sbirri" a Locri. In migliaia in corteo con don Ciotti

Mafia: don Ciotti, invisibile ma ben radicata attraverso corruzione

Si tratta inequivocabilmente di un segnale chiaro che la criminalità organizzata manda a pochi giorni dalla Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime della mafia. Controlla attività economiche, legali e illegali, tenta di dominare su pezzi di territorio, cerca di arruolare in ogni ambiente. Da qui la necessità invocata da Mattarella di "azzerare le zone grigie, quelle della complicità, che sono il terreno di coltura di tante trame corruttive".

"I vari livelli politico-amministrativi devono essere fedeli ai propri doveri e, quindi, impermeabili alle infiltrazioni e alle pressioni mafiose", ha affermato Mattarella. Nessuno può dire: non mi interessa. Come diceva Falcone, non può fermarsi a una sola stanza, ma deve coinvolgere l'intero palazzo. "Questo è l'orizzonte del nostro impegno".

Domenica la giornata della memoria in ricordo delle vittime della mafia.

Calciomercato Milan, Tacconi: 'Donnarumma? Già della Juventus'
Parole che non faranno sicuramente piacere alla dirigenza rossonera che con Raiola sta discutendo del rinnovo di Donnarumma . Il portiere rinnoverà non appena si saprà se il closing avverrà o meno e, successivamente, a progetto chiaro.

"Le mafie, non risparmiano nessuno - continua Sergio Mattarella -". "Non esitano a colpire chi ritengono un ostacolo ai loro obiettivi". Basterebbe domandarsi perché mai le grandi ditte che si aggiudicano i lavori poi debbano operare sul territorio per interposti soggetti.

"I mafiosi non conoscono pietà e umanità, non hanno alcun senso dell'onore e del coraggio, i loro sicari colpiscono con viltà inermi e disarmati". La mafia, ha sottolineato il capo dello Stato che ha incontrato Don Luigi Ciotti, è "una presenza pervasiva, soffocante, rapace, una presenza che uccide persone, distrugge speranze, semina terrore, ruba il futuro di questa terra". Ed allora, è l'invito del Presidente della Repubblica, "occorre sostenere il lavoro quotidiano, la rettitudine, la professionalità, l'intelligenza di tante donne e uomini dello Stato che, in magistratura e nelle forze dell'ordine, difendono la vita sociale, la libertà personale e familiare, dall'aggressione delle mafie, con prevenzione e repressione". Una necessità per la società, che vuole crescere libera, democratica, ordinata, solidale. Per il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho "queste scritte rientrano nella strategia della 'ndrangheta che dice meno sbirri e più lavoro, ma è quella che fa fuggire le imprese che il lavoro lo danno". Dobbiamo rompere questo intreccio.

Nel corso della cerimonia saranno letti gli oltre 950 nomi di vittime innocenti delle mafie.



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