blognotizie.info 23 Mag 2017


"Ha detto solo basta, non ha urlato": uomo assolto dall'accusa di stupro

23 Marzo 2017, 10:31 | Amalia D'elia

"Ha detto solo basta, non ha urlato": uomo assolto dall'accusa di stupro

Succede a Torino e i protagonisti sono una torinese che lavorava con contratto interinale alla Croce rossa di Torino e un collega, che secondo l'accusa le avrebbe perpetrato una serie di abusi sessuali sul luogo di lavoro. La donna lo ha spiegato nel corso del processo. La stessa donna, tra le lacrime, ha raccontato durante il dibattimento che quel collega, più anziano e più stabile di lei (che era precaria) le ricordava il padre, "persona fredda, cruda e dura". La vittima delle presunte molestie non è stata però dello stesso avviso con la conseguenza che è scattata a carico dell'uomo la denuncia per violenza sessuale.

La donna ha anche provato a spiegare le motivazioni della sua reazione composta alla violenza: "Uno il dissenso lo dà, magari non metto la forza, la violenza come in realtà avrei dovuto fare, ma perché con le persone troppo forti io non.io mi blocco". La teste "rimane sul vago", scrivono i giudici.

L'imputato che secondo la versione della parte lesa avrebbe costretto la donna a presunti rapporti sessuali come pegno per poter continuare a lavorare ed evitare i turni scomodi o in luoghi come il Cile, pare non abbia mai negato di alcune effusioni o palpeggiamenti, ma ha anche sostenuto che la collega fosse comunque consenziente; l'imputato, ha inoltre respinto l'accusa di minacciare la crocerossina e per questo motivo si è dichiarato vittima di un procedimento penale che gli avrebbe comunque rovinato la vita non solo lavorativa ma anche familiare e per questo motivo ha denunciato la donna che come già anticipato dovrà rispondere del reato di calunnia.

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Secondo le motivazioni della sentenza, la presunta vittima degli stupri, difesa dall'avvocato Virginia Iorio, "non riferisce di sensazioni o condotte molto spesso riscontrabili in racconti di abuso sessuale: sensazione di sporco, test di gravidanza, dolori in qualche parte del corpo"; e durante i presunti abusi "non grida, non urla, non piange, risponde alle chiamate di servizio mentre lui la aggredisce senza insospettire, anche involontariamente, il centralinista o l'interlocutore".

Le urla della donna, sotto choc, hanno attirato l'attenzione degli agenti della polmetro. La corte ci ha dato ragione'.



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