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Serie A Recap. Harakiri Roma, Pasqua con vista scudetto per la Juve

17 Aprile 2017, 02:17 | Amalia D'elia

Serie A Recap. Harakiri Roma, Pasqua con vista scudetto per la Juve

Juve parte il countdown scudetto

Spalletti è stato chiaro al termine della partita contro l'Atalanta che di fatto ha spento le già deboli speranze scudetto della Roma: "Ora dobbiamo difendere il secondo posto dal Napoli". In questo caso basterebbe anche un pareggio contro Dzeko e compagni per festeggiare il titolo proprio in casa dei rivali: in caso di arrivo a pari punti, infatti, è necessario contare i risultati ottenuti negli scontri diretti con la somma semplice dei gol (la Juve ha vinto la partita di andata per 1-0). Dopo il derby Inter-Milan finito 2-2, nella altre gare pirotecnico pari della Lazio sul campo del Genoa, dove va sotto due volte ma trova sempre la forza per rimediare e resta a +1 sui bergamaschi quinti della classe. Con tre vittorie ciascuna, la partita dell'Olimpico potrebbe davvero essere ricordata come "quella dello scudetto leggendario". Si allontana quasi definitivamente l'Europa League per la Fiorentina, che perde 2-1 in casa contro l'Empoli. Non c'è ancora la matematica ma poco ci manca.

Troppi per una squadra che ambisce a grandi traguardi, che ama forse troppo specchiarsi nel proprio bel gioco per non adattarsi all'avversario e per mancanza di capacità nella gestione del match, vera pecca dei due anni Sarriani.

La 32° giornata di Serie A si apre con il primo derby della Madonnina "cinese" alle 12:30.

Higuain porta De Laurentiis in tribunale per alcune vecchie pendenze
Ieri le parti hanno nominato gli arbitri di parte, ma non c'è l'accordo sulla nomina del presidente dell'arbitrato. Il giocatore chiede e pretende di essere risarcito per alcuni soldi che ancora gli spetterebbero.

Restano numeri importanti che però non hanno ancora portato alcun trofeo nei due anni di gestione Sarri, anche se il sensibile miglioramento fa pensare che con la giusta continuità i partenopei diranno la loro in campionato ancora a lungo.

Cosa che all'Inter, protagonista di quattro cambi allenatore, di 120 milioni spesi sul mercato, di un progetto economicamente più solido di quello dei cugini, non sta assolutamente riuscendo.



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