blognotizie.info 29 Mag 2017


È morto Gianni Boncompagni innovatore di radio e tv

17 Aprile 2017, 04:12 | Alberto Lambruschi

Il regista ed autore televisivo e radiofonico è morto a Roma a 84 anni. Autore e conduttore ha rivoluzionato l'intrattenimento radiotelevisivo italiano: dai successi radio Bandiera gialla e Alto gradimento con Renzo Arbore, alle innovazioni tv con Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai, Carramba. Con ironia e creatività ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. "Il nostro stile è stato decisamente un esempio poi ripreso da tanti altri, ma con Gianni eravamo contenti anche di essere emulati... significava che qualcosa di buono lo avevamo fatto e che valeva la pena prenderci a modello", ha detto.

Lo hanno comunicato le figlie Claudia, Paola e Barbara con queste parole: "dopo una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se ne è andato papà, uomo dai molti talenti indimenticabile". Una visione che lo ha portato a rivoluzionare la radio e la tv. Dal 1987 al 1990 cura l'ideazione e la realizzazione di "Domenica In", dove 'sdogana' Edvige Fenech, gia' famosa come icona sexy.

Nel 1991 il passaggio a Mediaset, con Primadonna condotto da Eva Robin's e soprattutto Non è la Rai, programma con cui lancia Ambra Angiolini che diventa l'idolo dei teenager. "Raffaella?", programma in colloquio diretto con il pubblico a casa che mise insieme Madre Teresa di Calcutta ospite in studio e il mitico quiz dei fagioli.

Tornato in Rai, nel 1996 e 1997 diresse Macao, con Alba Parietti e dopo una decina di anni dalle fortune altalenanti nell'autunno 2006 torna con un nuovo programma, dal titolo 'Bombay', trasmesso dall'emittente La7. A riferirlo fu lei, in un'intervista rilasciata a Epoca nel marzo del 1989: "La delusione più cocente me la diede Gianni Boncompagni, un amico per l'appunto".

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Il ricordo di Baudo. E' stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti.

Boncompagni è stato anche autore di canzoni, prestando la penna da paroliere ad alcuni dei nomi più noti della canzone italiana.

Boncompagni, sottolinea ancora Baudo, "è stato un talento multiforme, sempre spiritoso, ironico e autoironico. La tv di oggi non gli interessava più, non la guardava, non era nelle sue corde".



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