blognotizie.info 23 Mag 2017


Turchia, vince il sì: ad Ankara supporter di Erdogan in festa

17 Aprile 2017, 06:50 | Amalia D'elia

Per cosa si vota oggi in Turchia? Questo è solo uno degli aspetti che mette in dubbio la regolarità di un voto svoltosi in un paese in stato d'emergenza, dopo il misterioso golpe fallito della scorsa estate. Con la vittoria del "sì", il presidente in carica Erdogan esce notevolmente rafforzato e potrà, in teoria, restare al potere fino al 2029. E al leader del maggiore partito d'opposizione Keman Kilicdaroglu, che contestava la validità di schede prive del timbro ufficiale, Guven ha risposto che le regole sono state rispettate. In passato, queste venivano considerate nulle. Una decisione dell'ultimo minuto della commissione elettorale potrebbe causare seri problemi di legittimazione del voto, secondo quanto richiarato dal vice presidente del principale partito di opposizione, il Chp. Ma è anche una nazione con una nuova consapevolezza della sua identità, dove alla matrice puramente etnica, si è unita con gli anni anche quella religiosa, insieme a una nostalgia ampiamente traslata e romanticizzata, per l'Impero Ottomano.

Intanto anche nella giornata del voto non sono mancati alcuni arresti. La polizia turca ha fermato e condotto dietro le sbarre 8 persone ricercate: le forze dell'ordine le hanno intercettate mentre le stesse si stavano recando ai seggi per votare. Stando alle cifre rese note fino ad ora, inoltre, il 'sì' è in vantaggio in 62 province su 81, comprese Istanbul e Ankara.

Spazzole Tergicristalli Bosch
Le spazzole tergicristalli per automobili realizzate da Bosch sono più di un bel vedere nella parte anteriore dell'auto. Il compito principale delle spazzole tergicristalli è quello di pulire i fastidiosi residui d'acqua dal parabrezza.

Il popolo turco, insomma, deve decidere se consegnare il Paese chiavi in mano a chi gli ha garantito crescita economica, visibilità (poco utile) sulla ribalta internazionale, ma anche un'esposizione al terrorismo internazionale senza precedenti e, soprattutto, una involuzione democratica che preoccupa molti, dentro e fuori il Paese. In base alle prime informazioni, non avrebbero avuto i permessi richiesti dalle autorità. Ieri sono stati arrestati nove sospetti membri dell'Isis che stavano preparando attentati da mettere a segno domenica, ai seggi. Il presidente nomina i ministri e altri alti funzionari, senza necessità di consultare o di ottenere l'approvazione del Parlamento. Anche la lista dei deputati viene preparata dal presidente, rendendone più certo il controllo sulla maggioranza parlamentare rappresentata dal proprio partito. Una dichiarazione a suo modo preoccupante, che non cancella il timore di nuove tensioni nel paese e induce alla cautela i paesi europei.

A spaccare il Paese è stata piuttosto la consapevolezza della enorme posta in gioco: la Turchia doveva diventare una dittatura costituzionale con l'abolizione di tutti i contrappesi al potere di Erdogan, oppure era preferibile una democrazia peraltro già fortemente avvilita dall'autoritarismo del presidente?



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