blognotizie.info 22 Giugno 2017


Caso Del Grande, la Farnesina alla Turchia: "Liberatelo".

21 Aprile 2017, 01:24 | Amalia D'elia

"Per questo, risulta grottesco che sia accusato di essersi recato in una zona interdetta e inverosimilmente abbia intervistato i suoi compagni di reclusione". Trentacinquenne, nato a Lucca, Del Grande si è laureato a Bologna in Studi orientali. Nel 2014, insieme ad Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry, ha realizzato il documentario "Io sto con la sposa" che racconta la vera storia di cinque profughi palestinesi e siriani, sbarcati a Lampedusa, che per arrivare in Svezia mettono in scena un finto matrimonio. Dopo essere stato tenuto nel centro di identificazione ed espulsione di Hatay, il blogger è stato poi trasferito in un analogo centro a Mugla, dove si trova in stato di isolamento. I miei documenti sono in regola - ha detto ancora il regista - ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo.

Ora, Del Grande ha deciso di cominciare lo sciopero della fame per far valere i suoi diritti.

Anche Trento si mobilita per chiedere che Gabriele del Grande, il giornalista italiano fermato e trattenuto in Turchia, sia subito rilasciato. Non mi e' stato detto che le autorita' italiane volevano mettersi in contatto con me.

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Gabriele Del Grande, giornalista e documentarista italiano è ancora in carcere in Turchia. E stato anche disposto l'invio a Mugla, dove Del Grande è detenuto, del console d'Italia a Smirne per rendere visita al connazionale, mentre l'ambasciatore d'Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963.

Il ministero degli Esteri e l'Ambasciata ad Ankara stanno dunque seguendo il caso "con la massima attenzione e in costante contatto con i familiari" di Del Grande. Da quel momento, però, non c'erano più stati contatti tra Del Grande e la famiglia. Come ha fatto Il Tirreno, che ha dedicato a Gabriele Del Grande la prima pagina di oggi, mercoledì 19 aprile. Ci dicono che è dentro per aver commesso un'infrazione amministrativa, ovvero quella di esser passato in un'area di accesso ristretto o vietato vicino al confine con la Siria.

Sulla vicenda sono intervenuti anche il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, che esortano a "non abbassare la guardia e continuare ad 'illuminare' la sua vicenda sino a quando non sarà davvero rientrato in Italia".



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