blognotizie.info 24 Mag 2017


Campi Flegrei, l'allarme di un eventuale eruzione cresce

17 Mag 2017, 05:47 | Alberto Lambruschi

Vulcano Campi Flegrei, sempre più segnali di irrequietezza

Eruzione dei Campi Flegrei: sviluppato nuovo metodo di prevenzione

I Campi Flegrei sono una delle aree a maggior rischio della nostra penisola.

Il vulcano dei Campi Flegrei mostra sempre più segni di 'irrequietezza', ma per ora l'allerta nella zona resta "gialla", ossia di attenzione, la stessa ormai dal 2012. Nell'articolo dal titolo 'Progressive approach to eruption at Campi Flegrei caldera in southern Italy', i ricercatori dell'University College of London e dell'Osservatori Vesuviano dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, studiano in modo nuovo l'analisi del comportamento sismico e bradisismico dell'area vulcanica alle porte di Napoli.

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Per questa ragione crediamo che la battaglia di oggi non riguardi solo il numero chiuso, ma chiami in causa il generale modo di procedere dell'attuale amministrazione.

La ricerca realizzata ha una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione civile. Certo, l'attività dei Campi Flegrei - ricorda ancora Kilburn - sta seguendo una tendenza già osservata in precedenza in altre parti del mondo come nel caso del Rabaul in Papua Nuova Guinea, El Hierro nelle Isole Canarie e Soufriere Hills nei Caraibi.

Il modello matematico. È noto che la caldera dei Campi Flegrei è irrequieta da oltre 65 anni: da allora infatti, sono stati registrati numerosi sollevamenti del suolo e terremoti locali. L'eruzione - si legge nella ricerca - "diventa più probabile quando il terreno viene allungato fino al punto di rottura, dal quale il magma può fuoriuscire". Stando quindi alle dichiarazioni l'eruzione del supervulcano più pericoloso d'Europa sembra essere imminente. Un processo che non ha però tempi standard, dato che "il magma può anche ristagnare prima di raggiungere la superficie". Una ulteriore conferma del fatto che le autorità dovrebbero stare davvero all'erta e non farsi trovare impreparate davanti a un evento potenzialmente devastante. "Siamo molto vicini - sottolinea l'esperto - a prevedere l'eruzione di vulcani che sono stati inattivi per generazioni, utilizzando modelli fisici che permettano di capire come si svilupperanno gli attuali disordini". A scatenare le preoccupazioni dei geologi sono soprattutto le lunghe serie di inflazioni e deflazioni che negli ultimi 70 anni circa hanno interessato i 13 chilometri di caldera sottostante: il risultato è stato un forte stress a carico della crosta sovrastante, a cui si deve il contenimento del magma al di sotto della superficie terrestre. Gli eventi vulcanici degli anni Settanta e Ottanta si sono concretizzati in scosse sismiche cha hanno provocato danni agli edifici e l'evacuazione di decine di migliaia di persone. I segnali indicano che c'è una dinamica in atto: lo ha precisato il vulcanologo Stefano Carlino, coautore della ricerca con Giuseppe De Natale, dell'Osservatorio Vesuviano, e Christopher Kilburn, dell'Ucl.



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