blognotizie.info 26 Mag 2017


Istat: Italia Paese sempre più vecchio, 22% over 65 anni

17 Mag 2017, 08:02 | Agostino Fabbiani

Istat, in Italia più disuguaglianze. 'Esplodono' le classi sociali

Istat: 3 milioni e mezzo di famiglie senza redditi. Italia la più vecchia tra UE

E' questa la fotografia scattata dall'Istat nel suo Rapporto annuale 2017 - "La situaizone del paese".Crescita modesta Nel 2016 il ciclo economico internazionale ha mantenuto ritmi di espansione in linea con l'anno precedente (+3,1% la crescita del Pil mondiale da +3,4 del 2015), mentre il PIL italiano in volume è cresciuto dello 0,9%, consolidando il processo di ripresa iniziato l'anno precedente. Le classi più popolare sono gli impiegati benestanti (12,2 milioni di persone) e gli operai pensionati (10,5 milioni di persone). Il primo ha perso 6,8 punti e si è attestato al 53,0 per cento, mentre il secondo, sebbene ancora superiore al 92,2 per cento, si è ridotto di 2,1 punti. Infine, il gruppo piu' esiguo, quello delle famiglie tradizionali della provincia: meno di un milione di famiglie (3,6 milioni di individui) numerose, con figli e nonni, dove il percettore di reddito e' un uomo, che possiede al massimo la licenza media. Le famiglie faticano sempre di più ad arrivare alla fine del mese e la povertà assoluta ora riguarda 1,6 milioni di persone, il 6,1% delle famiglie che vivono in Italia. La classe operaia si e' frammentata tra i giovani blue-collar e nelle famiglie a basso reddito. Ecco che "i giovani con professioni qualificate sono il 7,4% nelle famiglie a basso reddito con stranieri e il 63,1% nella classe dirigente". La classe media impiegatizia e' invece ben rappresentabile nella societa' italiana, ricadendo per l'83,5% nelle famiglie di impiegati. Il restante 10.240.000 con un reddito inferiore è operaio, lavoratore atipico, inattivo o disoccupato. Le famiglie a basso reddito di soli italiani sono 1,9 milioni per un totale di 8,3 milioni di persone: si tratta per di piu' coppie con piu' figli, con titolo di studio basso, un reddito familiare di circa il 30% in meno della media nazionale e sono per un terzo a rischio poverta'.

(Teleborsa) - Un Paese popolato da pensionati e dove la gran parte dei giovani resta a casa con i genitori, classi sociali che "esplodono", diseguaglianze che aumentano, anche sul fronte delle retribuzioni, ed una disoccupazione che resta elevatissima. "La crescente complessità del mondo del lavoro attuale ha fatto aumentare le diversità non solo tra le professioni ma anche all'interno degli stessi ruoli professionali, acuendo le diseguaglianze tra classi sociali e all'interno di esse".

Ceto medio e classe operaia bye bye - La classe operaia e il ceto medio "sono sempre state le più radicate nella struttura produttiva del nostro Paese" ma "oggi la prima - osserva l'Istat - ha abbandonato il ruolo di spinta all'equità sociale mentre la seconda non è più alla guida del cambiamento e dell'evoluzione sociale". Interi segmenti di popolazione infatti "non rientrano più nelle classiche partizioni: giovani con alto titolo di studio sono occupati in modo precario, stranieri di seconda generazione che non hanno il background culturale dei genitori, stranieri di prima generazione cui non viene riconosciuto il titolo di studio conseguito, una fetta sempre più grande di esclusi dal mondo del lavoro dovuta anche al progressivo invecchiamento della popolazione". Cosi il presidente dell'Istat, Alleva, presentando il rapporto al Parlamento.

All'1 gennaio 2017 le persone con almeno 65 anni raggiungono il 22% del totale.

Nel 2016 si registra un nuovo minimo delle nascite (474 mila).

Florenzi Brutta ricaduta, tornerò solo quando starò veramente bene
Cosa si vede da fuori di questa Roma contraddittoria? Abbiamo giocato una partita con la tigna. C'erano tanti giocatori che volevano dire la loro.

CON BASSO REDDITO NIENTE LAUREA - Il titolo di studio è ereditario e legato al reddito della famiglia di origine.

Più capacità di spesa per le 5 milioni di "pensioni d'argento", 2 milioni di famiglie che possono contare su un alto livello di istruzione e di reddito. E, per fortuna che ci sono loro, verrebbe da aggiungere.

SALUTE - La crisi ha ancora i suoi effetti e molti italiani non hanno recuperato i livelli di reddito che avevano prima della recessione.

Roma, 17 mag. (askanews) - "L'invecchiamento della popolazione e l'immigrazione straniera sono i fenomeni demografici maggiormente evidenti nella composizione dei gruppi: tre su nove sono caratterizzati da una elevata presenza di persone anziane: le famiglie degli operai in pensione (64,6% di persone con 65 anni e più), anziane sole e giovani disoccupati (42,7%) e pensioni d'argento (40,1%)".



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