blognotizie.info 26 Mag 2017


Draghi: la crisi è ormai alle spalle

19 Mag 2017, 07:59 | Agostino Fabbiani

«La crisi economica è alle spalle» Così Draghi rilancia l'Eurozona

Tel Aviv, Mario Draghi rassicura:

Il clima di distensione, spiega Draghi, è stato sostenuto dalla domanda interna "grazie alla politica monetaria della BCE è il principale motore della ripresa". Anzi, secondo Coeure l'istituto di Francoforte dovrebbe alzare i tassi prima del necessario.

E' chiaro la discussione nel consiglio Bce si sta vivacizzando in vista dell'appuntamento dell'8 giugno a Tallinn, dove si potrebbe indicare un'inversione di marcia in arrivo, e ancor più della decisione da prendere entro fine anno sul futuro del quantitative easing.

"La crisi è alle nostre spalle - ha aggiunto Draghi -".

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So bene che gli addii sono dolorosi e la ricerca di un distacco a strappo è forte, ma bisogna saper pensare con generosità. Ci sta di perdere dei punti, il Crotone a un certo punto le ha perse tutte, poi ha ripreso entusiasmo, si è compattato.

È quanto emerge dal discorso di Draghi tenuto in occasione del dottorato honoris causa dell'Università di Tel Aviv. "Il settore finanziario è ora più resistente".

"Oggi - ha proseguito il governatore della Bce - ci sono cinque milioni di occupati in più che nel 2013 e la disoccupazione, sebbene resti troppo alta, è ai minimi da otto anni". "Le sfide che dobbiamo affrontare - ha ribadito lo stesso Draghi - vanno oltre l'Unione economica e monetaria: riguardano la sicurezza, le migrazioni, la difesa e in generale tutte quelle sfide che possono essere affrontate solo accorpando la sovranità" dei paesi dell'Unione Europea. La riparazione è iniziata con l'Unione bancaria. "Bisogna fare nuovi passi in avanti" nella costruzione europea. "L'Unione europea e l'euro hanno sempre richiesto il sostegno della maggioranza dei cittadini europei, ma spesso a farsi sentire sono state solo le rumorose voci dell'opposizione".

Lo scoppio della crisi finanziaria globale nel 2008, ha ricordato Draghi, e la conseguente crisi del debito sovrano in Europa "ha portato a una profonda recessione in tutto il mondo, a un netto aumento della disoccupazione, rendendo chiara l'incompletezza di alcune parti dell'architettura istituzionale della Ue", tutte cose che rappresentano "un terreno fertile per dare voce a una retorica populista e nazionalistica". Ora questa maggioranza silenziosa ha ritrovato la sua voce, il suo orgoglio e la fiducia in se stessa. "E queste sfide - appunto - possono essere indirizzate solo mettendo insieme sovranità". Un periodo che però "è servito anche a migliorare la comprensione delle forze economiche e politiche e a tradurre questa nuova conoscenza in azione. In questo modo la crisi ha finito col rivelarsi una 'distruzione creativa' che alla fine ha dato forma alla nostra risposta politica".



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